Caminante, no hay camino

"Caminante, son tus huellas
el camino y nada más;
caminante, no hay camino,
se hace camino al andar.


"Al andar se hace camino
y al volver la vista atrás
se ve la senda que nunca
se ha de volver a pisar.
Caminante, no hay camino
sino estelas en el mar…


"Todo pasa y todo queda,
pero lo nuestro es pasar,
pasar haciendo caminos,
caminos sobre el mar"




Antonio Machado





martedì 8 novembre 2011

Come impegnare –camminando- una giornata di fine stagione.Camminate gente….!

MERGOZZO – SENTIERO AZZURRO – VILLAGGIO DI MONTORFANO (50’ / 1h) – CIMA DEL MONT’ORFANO (1h30’/1h45’)– DISCESA DAL VERSANTE OPPOSTO VIA CASERMETTE - MERGOZZO (2h15’/2h30’). Tempo tot.(soste a parte)= 5h15’ – Disliv. tot. 550m


Il paese di Mergozzo, che si affaccia sul lago omonimo, è particolarmente interessante da visitare per la sua struttura, costituita da varie viuzze strette tra case antiche e per alcuni monumenti religiosi importanti per la loro architettura: S.Marta, chiesetta romanica del XII° sec. con abside circolare e la chiesa parrocchiale del sec.XVII° con ampia scalinata e portico circolare con le cappelle della Via Crucis. Sul lungo lago si può ancora ammirare ciò che resta dell’antico olmo, oggi imbrigliato per evitarne la caduta.









L’auto va lasciata al posteggio che si incontra sulla sinistra uscendo dal paese in direzione di Domodossola. Si attraversa l’ultima parte del paese seguendo le indicazioni “Disco Club Eden” fino ad individuare i segnavia bianco-rossi che identificano un piccolo sentiero che si stacca a destra da una curva in salita della strada asfaltata. Da qui in avanti tutto il percorso che porta al paese di Montorfano attraverso il “Sentiero Azzurro” è sempre perfettamente segnato con segnavia bianco-rossi, ma anche azzurri e da alcune grosse targhe di legno.










Il Sentiero Azzurro corre, pressoché pianeggiante, alto sulla costa che domina il lago di Mergozzo. Nell’attraversare un ponticello su un piccolo torrente con cascatella, prestare particolare attenzione ad una delle ormai rare stazioni di “Felce Florida” (Osmunda Regalis) presenti nei nostri territori.





Il sentiero termina sulla strada asfaltata che porta al villaggio di Montorfano, poco prima del piccolo cimitero. Il villaggio di Montorfano, un tempo costruito ed abitato dagli stessi cavatori che lavoravano nelle cave di granito della zona, possiede un vero e proprio gioiello di architettura
romanica del XII° secolo, rappresentato dalla chiesa di S.Giovanni, edificata sui resti di un precedente oratorio del VII° secolo, di cui ancora conserva al suo interno il fonte battesimale paleocristiano ad immersione.







La salita alla cima del Mont’Orfano inizia poco prima della suddetta chiesa, sulla destra, con passaggio a fianco di una sbarra e preceduta dai cartelli indicatori dei tempi di salita, abbastanza tirati. Il fondo del sentiero non è certo dei migliori, e peggiora mano a mano che si sale. Si passa
accanto ad un promontorio di granito adibito a palestra di roccia e più in alto ci si imbatte in ciò che rimane dell’enorme scivolo di lastre di granito su cui venivano fatti scivolare verso valle i blocchi estratti nella cava a monte.
Manufatto abbastanza impressionante per le dimensioni e per la pendenza: camminarci sopra in salita, e ancora peggio in discesa, provoca una certa emozione e non è consigliabile: uno scivolone potrebbe costare caro.




Solo verso la cima il sentiero si addolcisce un po’, regalandoci uno scorcio sul lago, sulla valle del Toce e sul grande parco industriale di Gravellona. Sulla cima, a quota 794 m., affiora il granito che forma alcune “piazzole” panoramiche in mezzo alle betulle e all’erba alta. La vista si estende in particolare sul solco della valle verso Domodossola con il Toce, la superstrada, i vari villaggi ai piedi dei monti, con le cave di marmo di Condoglia da un lato e il M.Massone dall’altro. Più lontane, ma ben evidenti alcune cime di 4000 metri al confine con la Svizzera.











La discesa si svolge lungo i tornanti di una stretta strada militare, il cui fondo è ormai invaso da terra e vegetazione, rendendo il passo un po’ difficoltoso. Sono tuttora pressoché intatti i muri di sostegno di tale opera militare, a dimostrazione che i genieri del reale esercito sapevano il fatto loro.
Nella depressione che separa la cima vera e propria dall’anticima c’è una piccola sorgente ’acqua.
Su questa anticima si possono scorgere ormai a fatica i resti delle fortificazioni delle linea Cadorna.
Si prosegue nella discesa scegliendo la direzione, ben segnalata con paline gialle, per Mergozzo-Casermette-Cava di granito verde.
Quasi al termine di questa lunga discesa su strada militare, abbastanza larga ma ancora una volta dal fondo un po’ disagevole, dopo aver oltrepassato una costruzione in blocchi di cemento e con tetto di lamiera, prestare attenzione ad un piccolo sentiero che si stacca sulla destra, peraltro segnalato con segnavia bianco-rossi, che porta con ripida discesa a ricongiungersi sul Sentiero Azzurro in prossimità di alcuni grossi castagni e di un capitello dedicato alla Madonna. Di qui siamo passati all’andata.



Ora si procede in discesa in direzione opposta a quella dell’andata.fino al parcheggio. Ma forse prima di raggiungere l’auto converrà fare una deviazione sulla destra e attraversare il villaggio per le sue vecchie stradine fino al lago per un saluto all’antico grande olmo e per ammirare i
monumenti di cui sopra.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Descrizione dettagliata e precisa, come sempre! Insieme al post precedente si ha proprio una visione completa del percorso!

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